Alpe Bianca e Malciaussia

Qualche settimana fa abbiamo approfittato di un weekend inaspettatamente libero dal lavoro per prendere il furgo e partire con due amici, anche loro furgo-muniti. Direzione: la provincia di Torino e, nello specifico, la località di Alpe Bianca (tristemente nota per un orribile ecomostro risalente alla fine degli anni 70).

La sera posteggiamo con la pioggia e il giorno dopo ci svegliamo con un nebbione novembrino. Non abbiamo molta scelta se non coprirci per bene e cercare di fare la camminata prevista, che dovrebbe portarci alla cima Marmottere, passando da un lago. Inutile dire che non vediamo NIENTE. Io faccio comunque qualche foto, così per sport, soprattutto alle grange abbandonate e alle felci arrotolate che troviamo sulla strada del ritorno, e poi dopo un po’ di relax decidiamo di spostarci.

Non troppo lontano c’è la diga del Lago di Malciaussia, nell’abitato di Usseglio, dove vediamo esserci una bella area di sosta libera attrezzata con dei barbecue: non vediamo l’ora di cuocere sulla brace le belle bisteccone che stipano il nostro frigo, e quindi ci rimettiamo in marcia. Il luogo è meraviglioso e, fortunatamente, poco frequentato dato il maltempo. Ci copriamo per bene e i ragazzi iniziano a preparare il fuoco, io porto birre e patatine come sostegno morale. La serata scorre che è una meraviglia, tra delizie culinarie, chiacchiere e risate. Andiamo a dormire satolli, pronti per il giorno dopo.

La mattina successiva ci svegliamo con un sole splendido! Ma attenzione, c’è un’aria che taglia in due, che scende dalle cime innevate di fronte al lago. Siamo nella Valle di Lanzo e davanti a noi si trova un versante del Rocciamelone – che dall’altro lato si rivolge in Val di Susa. E’ un vero spettacolo!

Partiamo in direzione Lago Nero; vorremmo fare un anello che sale oltre i 2000 mt di quota ma, date le condizione di neve, temiamo sia impossibile con i soli scarponi. Chissà, faremo quel che potremo! Il percorso è agevole e ben segnalato, oltre che condito da una vista incredibile sulla diga: questa mattina il posteggio si è riempito e qualcuno, passato in auto all’alba, è passato con gli sci a spalle, probabilmente in procinto di andare a fare scialpinismo proprio sulle cime che fanno da anfiteatro al lago. Noi proseguiamo tranquilli, cercando riparo dal vento, e alla fine raggiungiamo il Lago Nero, che in realtà è bianco perché in buona parte coperto di uno spesso strato di ghiaccio!

Qui ci fermiamo un po’, pilucchiamo degli snack, ci facciamo qualche foto (lo yoga è peggio della droga, scusatemi) e poi proviamo a proseguire sul sentiero che si inerpica attorno al lago. Dopo poco iniziamo a camminare sulla neve, perdendo le tracce. Zampettiamo ancora qua e là ma non c’è modo, bisogna tornare giù!

Riprendiamo allora la via percorsa all’andata, ci fermiamo su una sella a pranzare e scendiamo al furgone dove ci cambiamo e ci prepariamo per il ritorno. Stiamo per partire quando un vicino di posteggio chiede aiuto: si è chiuso fuori dall’auto!! I ragazzi si attivano subito e, con svariati traffici e una guarnizione divelta, riescono ad aiutare il poveretto. Non tornerà a casa con un finestrino spaccato ma poco ci è mancato!

La sera ci attende la nostra solita pizza veloce ed una bella dormita. Ma stiamo già pensando a quando partire di nuovo!

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