On the road.

Il weekend del 1 Maggio io e Simone decidiamo di prendere il camper e di inoltrarci nella nostra valle, per un fine settimana “off – grid“. E’ da un po’ che non ce ne concediamo uno (beh, non si poteva) e anche se piove da giorni e le temperature si sono abbassate, abbiamo comunque caricato armi e bagagli sul furgo per dirigerci verso l’abitato di Vegni.

Il pomeriggio di sabato arriviamo al piccolo paesino sotto una pioggia fitta e costante, attorno a noi le poche casette mostrano comignoli dai quali esce un accogliente fumo di camino – segno che ha fatto freddino quassù a mille metri di altitudine. Scendiamo e facciamo due passi per capire dove si trova l’attacco del trekking che vorremmo fare la domenica e poi torniamo al furgo per posteggiarlo diritto. E qui iniziano le manovre! Giriamo e giriamo nel posteggio erboso, sprofondando nel fango un po’ di più ogni ora: il terreno è completamente zuppo e speriamo di non rimanere impantanati!

Ceniamo al caldo, giochiamo a carte, ci guardiamo persino un telefilm e poi ce ne andiamo a letto. La pioggia ha smesso di cadere e, nonostante le ruote siano affondate un bel po’ nell’erba fangosa, il mattino successivo riusciamo a disincagliarci senza problemi. Decidiamo però di rimandare la camminata a quando non ci sarà mezzo metro di fango! Partiamo quindi per un giro on the road.

Risaliamo la valle fino a Carrega dove ci fermiamo a fare qualche foto ai ruderi del Castello! La piccola fortezza, appartenuta alle famiglie Fieschi, Doria e Malaspina, domina il borgo di Connio ma purtroppo si è deteriorata nel corso degli anni, perdendo ad esempio gran parte della torre che un tempo si stagliava contro il cielo. Rimane comunque un bel punto panoramico, anche attrezzato con tavoli e panchine ben curate, dal quale fare qualche foto e ammirare il paesaggio.

Qualche km dopo, a Capanne di Carrega, sembra novembre: entriamo in un banco di nebbia umida, il termometro scende a 7° e tutto la vegetazione sembra ferma a mesi fa! Giriamo indietro e prendiamo la via del ritorno, fermandoci per pranzo a Pallavicino. Tiriamo fuori le scorte (il furgone è quasi più rifornito di casa nostra) e mangiamo con il portellone aperto e una bella vista sulla valle. E’ il primo pomeriggio quando rientriamo a casa.

Alla fine, pur avendo rinunciato al trekking, siamo riusciti comunque a goderci un bel weekend lento scandito solo dai nostri ritmi. Posso averne un altro uguale anche questa settimana? E la prossima?

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Nadia Meriggio ha detto:

    Sarebbe bello che tutti i weekend fossero così, scanditi solo dalla lentezza e dalla voglia di staccare dalla solita quotidianità. Basta cambiare aria e, anche se non si riesce a fare trekking, l’umore migliora comunque.

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