Marche & Abruzzo: giorno 9, verso il Lago di Fiastra.

Stiamo ormai risalendo le Marche per tornare a casa. La destinazione del giorno è il Lago di Fiastra, in provincia di Macerata, all’interno del parco dei Monti Sibillini. Si tratta di un bacino artificiale grande e dalle acque limpide, meditiamo di farci un bagno anche se essendo una diga è di fatto sconsigliato; ma su un lato del lago vediamo qualche spiaggetta e svariati bagnanti…insomma, siamo particolarmente interessati!

Posteggiamo lungo la strada e prendiamo il percorso che ci porterà alle Lame Rosse, un piccolo canyon di roccia rossa il cui sentiero parte proprio dalla diga. Il sentiero è semplice e breve, noi impieghiamo circa 40 minuti di cammino, ma all’imbocco troviamo comunque tre addetti del Parco Nazionale che fermano tutti i turisti per illustrare loro le tracce su una mappa. Pur essendo un percorso adatto a tutti, apprezziamo una simile organizzazione (cosa che invece è mancata sul Gran Sasso): essendo una meta molto frequentata, il Parco fornisce un servizio illustrativo molto utile!

Dopo una facile passeggiata nel sottobosco rigoglioso, arriviamo al paesaggio marziano delle Lame Rosse! Nel dialetto locale, le “lame” sono le pareti ripide delle montagne, che in questo caso sono composte da ghiaia rossa facilmente franabile: non a caso gli addetti del parco intimano a tutti di NON proseguire all’interno del canyon poiché potrebbero provocare altre scariche. Il canyon è formato da una stratificazione di roccia il cui substrato ferroso – e dunque rosso – è esposto; l’erosione dovuta al clima ha provocato la perdita della parte più calcarea della montagna, che col tempo si è sbriciolata e depositata sul terreno, creando un ripido canale di ghiaia.

Il percorso è di 7km e, tranne i pochi metri di ghiaia finale, non presenta alcuna difficoltà. La vista dei pinnacoli rossi è stupenda ma la calca di gente ci impedisce di godere appieno dello spettacolo naturale: vediamo molte persone che, nonostante gli avvisi, si inoltrano tra le rocce facendo distintamente franare altra ghiaia. Purtroppo maleducazione e disrispetto regnano, spesso, sovrani.

Torniamo indietro e chiediamo ai ragazzi del Parco se possiamo fare il bagno: ci viene detto che la balneazione è consentita a tutti gli effetti a San Lorenzo al Lago (il paese accanto) dato che lì si trovano i bagnini. Tuttavia ci fanno capire tra le righe che A NOSTRO RISCHIO E PERICOLO possiamo anche bagnarci dal lato della diga dove le rive sono basse. Decidiamo così di non spostare la macchina e fare un veloce bagnetto lungo questa parte della diga: stendiamo gli asciugamani e ci godiamo il sole e le acque limpide. Quando è ora di pranzo andiamo a San Lorenzo dove abbiamo visto un mercato alimentare locale: compriamo provviste e regali e pranziamo con fritti, birre e panini. Che delizia!

Il viaggio poi prosegue verso la città di Sarnano, che avevamo attraversato all’andata e ci aveva conquistato. Quando arriviamo troviamo anche lì una fiera, che attira tutti i turisti, e così noi possiamo salire tra le stradine del borgo antico trovandole completamente libere. L’incastellamento del borgo risale al Medioevo e notiamo che anche qui le case si sviluppano a nido d’aquila, tutte attaccate le une alle altre partendo dalla Piazza Alta, il nucleo centrale dell’abitato.

Buona parte del centro storico è edificato in “pietra cotta” che conferisce al tutto uno splendido colore rossiccio. Ci sono balconcini fioriti, gatti vagabondi e poche persone, ma soprattutto anche qui vediamo gli effetti devastanti del sisma. Puntelli in legno e portoni sbarrati indicano l’allontanamento definitivo degli abitanti, che dal centro si sono spostati verso la periferia in strutture più sicure.

Girovaghiamo ancora un po’, cercando di attirare qualche gatto per delle coccole – ma non c’è modo di accarezzarne neanche uno! La sera ci stappiamo una delle birre comprate al mercato e ci spaparanziamo comodi comodi. Chi sta meglio di noi?!

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