Marche & Abruzzo: giorni 7 e 8, il Monte Vettore.

Dopo aver girovagato mezza giornata nei dintorni della Valle delle Cento Fonti, a Cesacastina, dove un simpatico signore del posto si offre di tenere d’occhio il nostro furgone mentre siamo via, torniamo nel nostro posto preferito in assoluto, il pianoro del Gran Sasso. Troviamo un bel posticino panoramico per la notte (con tanto di pecore e pastore) e prepariamo la cena sotto una leggera pioggerella estiva. Stiamo ancora tagliando il formaggio che davanti a noi si apre un arcobaleno pazzesco, e vuoi non farle 200 foto al camper esattamente al centro dell’arco?

La pioggia non ci spaventa, dura poco e le previsioni danno bel tempo per il giorno successivo, ovvero per quando andremo sul Monte Vettore, 2476mt, situato aldilà del confine, nelle Marche. Si tratta della montagna più alta della catena, un arco montuoso che ha una caratteristica forma ad “U” e la cui facciata esterna domina la piana coltivata a lenticchia di Castelluccio di Norcia. Ci piacerebbe andare a vedere anche il Lago di Pilato, sulla pendice nord del monte, ma temiamo sia un percorso estremamente turistico e quindi decideremo l’indomani! Nelle giornate particolarmente limpide, dalla vetta del Vettore, si possono il Gran Sasso da un lato e l’Adriatico dall’altro!

Il mattino successivo ci svegliamo presto, non ci sono nuvole ed è una splendida giornata, decidiamo così di iniziare la salita dal valico di Forca di Presta a 1550mt. La salita non dovrebbe presentare particolari difficoltà, sappiamo anche che è stata messa in sicurezza dopo il sisma del 2016 e ora il sentiero è ben segnalato e battuto da tanti piedi; si tratta di circa 10km per 900mt di dislivello. Partiamo che non sono neanche le otto del mattino ed iniziamo la salita, sotto di noi la piana di Castelluccio è invasa da nuvole e brume mattutine, un vero spettacolo!

La prima pausa la facciamo sul Monte Vettoretto, a 2000 e rotti metri di altitudine; vediamo scendere tantissime persone attrezzate per la notte…forse hanno tutti passato qui la nottata per vedere le stelle cadenti! E ora inizia il tratto un po’ più impegnativo, un ultimo strappo di terra ripida che ci porta al rifugio Tito Zilioli (chiuso dopo il terremoto) a 2240 metri di altitudine. Senza bastoni da trekking sarebbe stato ancora più difficile fare questi pochi metri, che pure non presentavano difficoltà particolari se non la pendenza! Ecco perché bisogna essere sempre ben attrezzati in montagna!

Al rifugio ci sono un sacco di ragazzi che si preparano a scendere lungo la diramazione di sinistra che porta al Lago di Pilato: decidiamo di evitare quel sentiero e proseguire la salita verso la cima del monte! Siamo sulla Sella delle Ciaule a fare merenda con dei dolcetti acquistati a Scanno, tira un vento che non si resiste e ci fa godere poco del paesaggio incredibile che si apre davanti a noi! Ma superata la sella il vento cala e noi ci possiamo spogliare e proseguiamo il percorso che sale sulla vetta più dolcemente.

Qui sopra siamo quattro gatti (abbiamo fatto la scelta giusta) e possiamo sederci e pranzare con comodo: c’è un bel sole caldo, poco vento, abbiamo pane, prosciutto e formaggio e stiamo bene! Facciamo qualche foto e poi scendiamo: dopo il rifugio troveremo sicuramente la solita fiumana di gente partita tardissimo e un sole cocente. Le previsioni si rivelano corrette, ma noi scendiamo comodamente e senza troppi problemi – mentre chi ha iniziato a salire a mezzogiorno sta già tirando le cuoia dopo il primi chilometri…peggio per loro che si sono persi lo spettacolo di Castelluccio imbiancato di nuvole!

Il Vettore si trova anche nei pressi di Arquata del Tronto e quando ci spostiamo per cercare il solito valico di montagna dove dormire rimaniamo shockati dal vedere la devastazione di questi paesi. Centri storici distrutti, con le case sventrate che mostrano pezzi di arredo, armadi pieni di abiti, mobili in bilico, e in periferia i complessi di bungalow costruiti per le popolazioni. Che ad oggi rimangono ancora lì, a vivere in quei 20mq che dovevano essere per loro una situazione temporanea e che invece è la loro vita dal 2016. C’è poco altro da aggiungere, se non lo sgomento che ci provocano queste immagini: non abbiamo mai visto niente di simile e speriamo di non vederlo mai più.

Ci fermiamo a Visso per un gelato e facciamo spese nello splendido Bar Pasticceria Vissana, una meraviglia di locale dove acquistiamo paste, dolci e biscotti da portarci via per cena – e da portare a casa in regalo. E’ Ferragosto, c’è movimento un po’ ovunque, e così dopo esserci rifocillati ci spostiamo in cerca di una zona tranquilla dove sistemarci per la notte. Una deviazioni sterrata lungo la strada principale ci conquista: posteggiamo dietro un paio di alberi e ci godiamo il silenzio, il tramonto…e le paste!

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