Marche & Abruzzo: giorno 4 e 5, visite ai borghi.

Dopo l’ascesa al Corno Grande, della quale vi ho parlato nello scorso post, ci siamo abbassati di quota e siamo andati a visitare il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Il paesino, in provincia dell’Aquila, è proprio sotto Campo Imperatore e rientra ancora nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Si tratta di un paese medievale noto per i suoi scorci incredibili tra scalinate e case arroccate, e fa parte del circuito dei Borghi più bell’Italia – a ragione, direi!

Il borgo è costruito “a nido d’aquila” cioè con una struttura che partendo dalla torre centrale si avvolge a spirale con le case tutte attaccate l’una all’altra. La piazza Medicea, con l’accesso attraverso la grande porta, ci guida verso il centro del paese fatto di scale viuzze volti e botteghe artigianali. Qui ogni angolo merita una foto, come ogni bottega merita una visita: troviamo cibo tipico, lane antiche, erbe essiccate e così via. La lana in particolare merita una menzione: la tessitura avviene ancora alla maniera artigianale con il telaio a mano ed è caratterizzata dall’utilizzo di una lana pregiata, chiamata carfagna, una lana scura di tipo grezzo che veniva usata soprattutto per le uniformi militari e per il saio dei monaci!

Insomma, una vera meraviglia che non ci delude neanche quando uno scroscio di pioggia ci costringe a correre verso i furgoni!

Il giorno successivo ci dedichiamo ad un altro borgo noto, Scanno, noto come la città dei fotografi proprio perché i suoi scorci sono stati immortalati da grandi artisti come Henri Cartier-Bresson. Tra i due, preferisco il primo, ma devo ammettere che anche Scanno ha la capacità di affascinare con i suoi scalini e i suoi vicoli in pietra, dove si affacciano chiese, case con i panni stesi e negozi. Qui compriamo un po’ di provviste: carni varie, arrosticini, pane e biscotti rustici, formaggi…insomma, spesa a km 0. Tutte cose deliziose che assaggeremo in serata, dopo la breve escursione all’Eremo di San Bartolomeo in Legio.

Si tratta di una struttura sacra risalente al IX secolo, costruita in una cengia di roccia. All’interno di questo incavo è stata costruita questa chiesetta con annesse un paio di stanze; diverse scale consentono l’accesso e sono tutte ripide e lise dal tempo. E’ un luogo sorprendente che merita una visita di passaggio. E’ possibile prenotare delle visite guidate, per farsi spiegare meglio la storia dell’eremo, altrimenti si può decidere di percorrere da soli il facile sentiero sterrato che porta allo sperone roccioso, godendosi nel frattempo la bellezza della valle circostante.

Finiti i nostri giri, inutile dirlo, ci troviamo un posticino panoramico e ci mettiamo al lavoro ai fornelli: le provviste della giornata sono davvero speciali e di questo passo dureranno pochissimo!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. IgnisDIARY ha detto:

    Che bei posti e che belle fotografie! Ho adorato questo articolo!

    Piace a 1 persona

    1. I Viaggi della Cipolla ha detto:

      Grazie mille!!

      "Mi piace"

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