Sul sentiero Dino Icardi.

Altro weekend altro giro! A bordo del nostro Westfalia Amundsen sabato abbiamo preso la via della Val Maira, ancora una volta. Arrivati a Chiappera, che conosciamo per aver frequentato nella nostra prima vacanza insieme, posteggiamo il furgo lungo quello che un tempo era il Camping Senza Frontiere (ora chiuso) e ci rilassiamo, finalmente al fresco.

Decidiamo di salire la domenica al Bivacco Barenghi, una piccola costruzione di lamiera gialla e azzurra, che sovrasta a 2800mt il lago del Vallonasso. La traccia è quella del sentiero Dino Icardi, che sale dalle cascate dello Stroppo, arriva al Bivacco, scavalca una sella e scende di nuovo a Chiappera compiendo un anello di circa 15km. L’intenzione è di arrivare almeno al Bivacco e poi chissà!

Dopo una ricca colazione (ah crema di Novi alle nocciole, meno male che ci sei tu) ci mettiamo in marcia prima del solito: sono le 8.15 quando imbocchiamo il sentiero che inizia a salire con dei tranquilli tornanti di ghiaia battuta. Sotto di noi si apre la Valle che inizia ad essere illuminata da sole. A un certo punto un cartello invita alla prudenza: il sentiero diventa più esposto e bisogna prestare attenzione. Camminiamo sul ghiaione e su lastre di roccia fino ad arrivare ad un tratto scavato nella roccia durante il quale camminiamo dentro un rio. Mettiamo via bacchette e fotocamere per avere le mani libere e infine, superato anche questo, arriviamo al Rifugio Stroppia.

E’ tempo di una merenda! Ci rifocilliamo con vista sulle cime e poi ripartiamo zaini in spalla, che ci aspetta ancora una bella scarpinata. Superiamo uno dei salti della Cascata di Stroppia, imponente e così vicina!, e riprendiamo a camminare. Per un attimo sembra che la salita sia finita, qui, al Lago Niera, dove una tenda fa capolino di tra le rocce. Camminiamo in mezzo ad una vallata stupenda, costellata d’erba e contornata di cime aguzze e spoglie.

Ma ovviamente non è così! Ricominciamo a salire, su pendii sempre più brulli e rocciosi ed ecco che inizia il calvario: un vento gelido e fortissimo (in grado di spostarmi se non sto attenta) rotola giù dai colli e ci investe con forza. Ci copriamo con le giacche antivento e continuiamo a salire a testa bassa! Come sarà al bivacco? Iniziamo ad addocchiare qualche boulder bello grande dove ripararci, nel caso in cui il bivacco sia pieno (o chiuso causa Covid) e si debba mangiare all’aperto.

Con un ultimo strappo, raggiungiamo i 2815 metri del Bivacco Barenghi! Il vento non ci dà tregua e, come volevasi dimostrare, il bivacco è pieno zeppo di gente, mentre altre persone sono accucciate accanto per ripararsi. BENE. Diamo una rapida occhiata al lago sottostante (foto non pervenute) e torniamo immediatamente indietro, dove i resti di un muretto a secco ci “proteggono” per il tempo necessario a mangiare un panino. Senza essere riusciti a fare nemmeno una foto , ci copriamo e ci buttiamo di corsa sul sentiero!

Io sono stanca e non sono in grado di proseguire sul sentiero Icardi e così riprendiamo la strada dell’andata. Il vento cala man mano che scendiamo e noi trottiamo giù dai tornanti (Simone come un camoscio e io come un macigno che rotola, ormai sono stanchissima) e arriviamo al furgo! Urrà, finalmente birra e ciabatte! Sono le 3 del pomeriggio, ma dopo 8km di salita con quasi 1200mt di dislivello ce la meritiamo tutta, no?

DETTAGLI

Segnavia: Sentiero S18 segnalato con strisce orizzontali sovrapposte gialle e blu
Distanza percorsa: circa 16 km
Dislivello: 1129m
Durata: circa 6 ore
Difficoltà: EE (escursionista esperto)

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